Radici di GRAMIGNA -2

Radici di GRAMIGNA -2
Radici di GRAMIGNA

 
 
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SoundSystem e Radio Pirata vibrano assieme, qui&ora_
Come la MalErba che non puoi fermare,
questa puntata di GRAMINIA BAR/BARICA devi ascoltare.

Ricominciare non è mai Ricominciare qualcosa. Nè riprendere una cosa al punto in cui la si era lasciata. Quel che si ricomincia è sempre altro . E’ sempre inaudito. Perchè non è il passato che ci spinge a farlo ,ma precisamente quel che in esso non è avvenuto. E perchè così siamo noi stessi,allora, che ricominciamo. Ricominciare vuol dire: uscire dalla sospensione. Ristabilire il contatto tra i nostri divenire. PARTIRE ,DI NUOVO, DA DOVE SIAMO ,ORA.

Produci Consuma Occupa

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CronAche

 
 

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Abbiamo intervistato alcune Jatte che da più di quattro anni occupano, assieme a tanti e tante, un palazzo abusivo costruito all’ombra della speculazione immobiliare dalle parti di Salita Arenella.

Il nuovo proprietario reclama lo spazio che i suoi abitanti faticosamente hanno conquistato e hanno difeso. Il luogo in cui sentirsi a casa, la prospettiva di una vita dignitosa, la felicità collettiva sono messe in pericolo dalle mani avide di un faccendiere senza scrupoli e un palazzinaro camorrista.

Quello che le Jatte cercano di raccontare è il modo in cui la comunità di occupanti prova a reagire.

Ci troviamo di fronte uno scenario surreale di calma apparente, la sensazione che tutto possa accadere da un momento all’altro e invece niente intacca veramente il presente. Una tensione che alla lunga stanca, che trasmette una negativa sensazione d’impotenza.

Le riflessioni coinvolgono la percezione del futuro, dell’orizzonte della metropoli tanto stretto nel cemento dei palazzi tanto i confini della città si sono dilatati; Il cielo lo si torna a guardare da altri luoghi, riscrivendo i ritmi di vita individuali e collettivi, spingendo le proprie fantasie oltre le perversioni di una vita atta al consumo.

Ci si chiede se la denuncia ai media, se gli appelli al sindaco, e in generale l’intero piano di approccio alla questione non sia ancora una volta una forma passiva e controproducente di difesa.

Ci siamo interrogati sulla felicità, la felicità personale e quella collettiva.

Le occupazioni abitative a Napoli non riescono ad incidere sul tessuto sociale soprattutto perché non propongono soluzioni collettive alla mancanza di felicità. Le comunità che nascono in esse sono simili a gruppi di naufraghi in cerca di uno scoglio per non essere trascinati dai flutti, nell’abisso dell’emarginazione capitalista. Un baratro da cui vorresti scappare affondando i piedi nel fango, puntando le dita per non scivolare, afferrando quelli davanti a te e spingendo giù quelli indietro per allontanare il pericolo di non essere più considerato un degno cittadino.

La guerra civile ora più che mai imperversa dentro e fuori i confini dell’impero. Noi crediamo a una rivoluzione in cui la felicità scandisca il suo tempo sincopato e rompa gli argini del presente eterno, condanni le falsità della militanza come mestiere, ripudi il militante e la militante come figure professionali del settore terziario.

Stanchi di dover continuamente con-trattare una schiavitù dignitosa, immaginiamo i luoghi e le comunità in cui ricominciare ad essere felici, mentre immaginiamo, diamo forma, in-formiamo il mondo a torno a noi modificando la realtà al nostro divenire.

Petrolio Elettronico

Per noi Jatte il casino che sta succedendo in casa Facebook non è di quelle notizie da farci saltare dalla sedia.

che siamo sotto controllo da parte di governi e multinazionali era evidente, Un tizio di nome Snowden vi ricorda qualcosa? Che Google Aol Microsoft Facebook Apple siano in combutta per garantire a poteri più o meno oscuri il controllo (e l’annientamento) dell’individuo è cosa palese e risaputa fin dal lontano duemilaetredici. Che la cibernetica sia l’arte del governare è un dato di fatto fin dalla sua etimologia.

Snowden rimpiange la rete degli anni novanta, libera, pirata e sostanzialmente senza regolamenti o governi che influissero sulla sua gestione.

Se i governi tradizionali sono ormai in crisi e in balia di poteri mediamente occulti, se i cittadini della vetusta società civile non contano più un cazzo, è vero che il potere ha spostato il calibro della sua fascinazione verso l’infinito bacino del web. Società di analisi che riescono a predire con poco margine di errore quali saranno le tue preferenze in materia di acquisti e di scelte culturali oggi sono in grado di pilotare le tue scelte politiche grazie alla sottrazione ed elaborazione dei tuoi dati personali. Carte di credito, numeri di telefono, account di posta elettronica, profili social, market di app. Ti raccomandiamo di accettare sempre senza battere ciglio (e senza leggerli!) i termini di contratto per l’utilizzo di questi strumenti, altrimenti come fanno ad avere il permesso di fottersi la tua identità?

Zuckemberg fa mea culpa davanti ad un parlamento americano in cui ci sono personaggi eletti grazie ai dati sottratti dalla Cambridge Analytic.

Una risata a denti stretti si solleva da dietro le quinte. Ovviamente nessuno ci può far niente, nemmeno si mette in discussione la legittimità o meno della governace americana. Lui si è detto vittima e carnefice, ha deciso le sue colpe e la pena da pagare, in pratica fa tutto da solo, nel frattempo le raccolte di dati continuano. Google ha mappato il globo e conosce perfettamente i siti porno che tu “anonimamente” speri di visitare.

Il diritto alla propria libertà, a poter essere e dire dove e quando si vuole, oggi viene chiamato privacy ed è un mercato in continuo aumento. Parlare di dati personali senza pensare ai soldi che si producono con essi è un errore che le Jatte non hanno mai fatto.